domenica 31 ottobre 2010

Berlusconi (speriamo) cade, i padroni restano



pubblicata da INFORMARE CONTROINFORMANDO
il giorno domenica 31 ottobre 2010
alle ore 17.08
I giornali italiani sono pieni di notizie, retroscena, inchieste, scoop e analisi sull’ultima malefatta del Presidente del Consiglio dei Ministri Onorevole Silvio Berlusconi. Il tono degli articoli su Repubblica, Corsera, il Fatto Quotidiano, Il Manifesto è tale che viene voglia di controllare periodicamente le prime pagine in attesa delle dimissioni del governo.
Dimissioni che ovviamente tutti i cittadini italiani dotati di senno aspettano. Queste cose forse funzionano per accumulo, non c’è altra spiegazione.
In effetti non si capirebbe altrimenti perché il Presidente del Consiglio non dovrebbe superare anche questa. Sono 15 anni ormai che l’opinione pubblica antiberlusconiana ha dimostrato che il Presidente del Consiglio è un cialtrone che ha fatto affari con la mafia.
Che ha ospitato un capomafia come stalliere nella sua villa sapendolo. Che ha corrotto giudici. I casi Noemi, le orge in villa, le dichiarazioni di Veronica Lario. Queste cose sono oramai vecchie e sviscerate in tutte le salse. Eppure è ancora lì. Eppure comanda il governo quando tutti sanno che, a norma di Costituzione, è ineleggibile.
Però questa volta, pensiamo, è la volta buona, stavolta cade.

Un anno fa un milione di persone in piazza costruirono su questi temi il NoBDay. Anche quella forse era la volta buona.

Non è servito neppure il NoBDay 2. I giornali questo non lo riportano. Riportano invece le dichiarazioni di Famiglia Cristiana e Avvenire, lo sdegno della Signora Marcegaglia. I poteri forti lasciano la barca che affonda. L’opposizione parlamentare ogni volta si risveglia.
Forse il PD e l’IDV faranno una mozione di sfiducia.

Per Famiglia Cristiana Silvio Berlusconi è un uomo malato. E i malati si sa non possono governare. Questa malattia Berlusconi la deve avere contratta negli ultimi quindici giorni, in quanto fino ad un mese fa quando il governo portava a termine la riforma della Scuola regalando spazi e soldi alle private cattoliche evidentemente stava benissimo.
Per Confindustria invece siamo di fronte ad una politica senza dignità. Anche qui dubitiamo che ci si riferisca alla politica industriale del governo. La Confindustria col governo Berlusconi ha trattato e ottenuto sgravi, attacchi ai contratti nazionali, allo statuto dei lavoratori.
Per conto di Confindustria il Governo ha isolato la FIOM, aumentato l’età pensionistica, decimato i dipendenti pubblici.
La Confindustria e i padroni ora hanno deciso che questa è una politica senza dignità ma hanno avuto con Berlusconi un Presidente del Consiglio che ha condotto in nome dei loro affari e interessi una politica vergognosa contro i lavoratori e i sindacati, totalmente sdraiato di fronte alle pretese dei padroni e degli speculatori di tutte le risme.

Quello in corso, e speriamo per poco, è il terzo Governo Berlusconi. Ogni volta gli industriali e la gerarchie vaticane hanno avuto lo stesso atteggiamento. All’inizio di sostegno e alla fine di critica. Berlusconi evidentemente va bene per fare i lavori sporchi, per tagliare, per riaffermare le radici cristiane dell’Italia, per inventare una legge capestro sulla fecondazione assistita.
Poi, quando il lavoro è finito si cambia cavallo, tanto questo centrosinistra ha dimostrato di essere innocuo. Non appare infatti nessuna intenzione di mettere in crisi le riforme sociali devastanti del governo Berlusconi.
Il PD e i suoi alleati fanno di tutto per dimostrare che la loro diversità da Berlusconi è morale, non politica.

Sanno forse che in Italia senza l’appoggio di alcuni poteri non si governa e si comportano di conseguenza. Il Premier attorniato da escort con i genitali al vento farà il giro dell’Europa e racconterà di uno stato barzelletta.
Ciò che non verrà raccontato è il dramma sociale di un popolo che non ha alternative politiche, la cui unica costante nazionale è l’assoluto rispetto per i diritti dei padroni e delle gerarchie vaticane. Senza neppure uno straccio di sciopero generale che provi a riportare in campo una opposizione politica e sociale degna di questo nome. In questa situazione non esistono uomini della provvidenza. L’unica via percorribile rimane la possibilità di rimettere in piedi una politica di classe dalla parte dei lavoratori.
Per questo servono ancora i comunisti.

di Yuri Gagarin

http://bellaciao.org/it/spip.php?article27737